La Teleriabilitazione: intervista a Nicoletta Agostinelli

Oggi con Nicoletta Agostinelli, Psicologa Esperta in Neuroscienze parliamo di Teleriabilitazione. 

Nei momenti di sospensione dei servizi psicologici un pensiero va sempre a quei bambini e ragazzi con diagnosi DSA e BES che stavano facendo un percorso di Potenziamento Cognitivo.

Sappiamo che le regole auree della neuropsicologia per un efficace intervento sono: la frequenza, l’intensità e la continuità.

Come Possiamo seguire questi principi e non “perdere” gli obiettivi raggiunti? 

Al giorno d’oggi la rete e la tecnologia ci offrono diverse possibilitá di intervenire a distanza. Ne è un esempio la teleriabilitazione integrata: un approccio di intervento che coniuga il lavoro nello studio dello specialista agli esercizi a casa. Si parla di “teleriabilitazione” perché questi esercizi vengono di solito eseguiti in piattaforme online che permettono allo specialista di monitorare l’andamento del percorso anche da remoto. In questo modo è possibile tarare, modificare e adattare di volta in volta la difficoltá e tipologia di esercizi che l’utente deve eseguire.
Ne ho parlato in un articolo nel mio sito:
https://bit.ly/2wy79SC 

Quali sono i vantaggi di questo approccio?

I vantaggi sono diversi: innanzitutto garantisce continuitá al trattamento. Secondo i principi cardina della riabilitazione neuropsicologica, per favorire una significativa e duratura modifica dei processi neurali, l’esercizio deve essere intenso, frequente e continuativo per un certo periodo di tempo. La teleriabilitazione offre la possibilitá di effettuare sessioni di potenziamento cognitivo quotidiane, frequenza che in studio sarebbe difficile programmare, oltre che piuttosto costosa per la famiglia. A tal proposito, un ulteriore vantaggio è proprio quello di ridurre i costi del potenziamento, sia in termini economici che in termini di tempo: sappiamo quanto sia densa la tabella di impegni settimanali delle famiglie, fare diversi spostamenti settimanali nello studio del professionista non sempre è possibile. 

Quale è la piattaforma più usata e perché?

Nell’area dell’etá evolutiva, la piattaforma italiana piú conosciuta e valida secondo me è Ridinet  di Anastasis. Una piattaforma ricca di applicazioni-gioco scientificamente validate e altamente personalizzabili sui bisogni e gli interessi del bambino. Esistono infatti applicazioni per il potenziamento del linguaggio, della matematica, della lettura, delle funzioni esecutive (memoria, attenzione, flessibilitá mentale), della comprensione del testo…e tanto altro. Il tutto inserito in un contesto ludico-narrativo che stimola la motivazione e l’interesse del bambino. Nel sito dedicato le famiglie possono trovare video esemplificativi e ulteriori informazioni, vi consiglio di dare un’occhiata: www.ridinet.it .

Come possiamo aiutare e facilitare le famiglie nell’uso?

In questo approccio di intervento è fondamentale che il professionista introduca le famiglie alla piattaforma, spigando le varie funzionalitá e illustrando con una sessione pratica in studio qual’è il ruolo del genitore. In alcune applicazioni infatti, è richiesta la presenza del genitore accanto al bambino durante gli esercizi per segnare con un clic gli errori commessi. Una rilevazione precisa di questi è fondamentale: il clinico puó e deve monitorare attentamente l’andamento a distanza e grazie alle rilevazioni del genitore puó ricevere dei dati accurati sui quali tarare gli esercizi.
Ovviamente la collaborazione della famiglia in questo tipo di intervento è una condizione fondamentale. 

Queste attività può essere svolta da chiunque o solo chi ha una diagnosi?

Queste attivitá possono essere svolte da tutti i bambini che presentano delle difficoltá negli apprendimenti o dei punti di debolezza in alcuni processi mentali alla base dell’apprendimento, ad esempio memoria e attenzione. Sono rivolte quindi sia a studenti con diagnosi di DSA (Disturbo Specifico di Apprendimento) o in condizione BES (Bisogni Educativi Speciali), sia a studenti che presentano difficoltá per le quali il clinico reputa necessario un intervento di potenziamento specifico per evitare che queste si cristallizzino (rallentamento nello sviluppo della letto-scrittura, debolezza nella comprensione del testo, eccetera). 

Possiamo dare un consiglio anche agli anziani?

Esistono anche delle piattaforme rivolte all’allenamento mentale in etá adulta e avanzata, per contrastare il fisiologico declino cognitivo o intervenire in situazioni di patologia dementigena o di esito di traumi o ictus cerebrali. Per questo peró credo sia opportuno rimandare a un articolo dedicato!