La Psicoterapia: una definizione

La Psicoterapia.

Definizione tratta da “Dizionario di psicologia” di Umberto Galimberti, UTET 1994.

Processo interpersonale, consapevole e pianificato, volto a influenzare disturbi del comportamento e situazioni di sofferenza con mezzi prettamente psicologici, per lo più verbali, ma anche non verbali, in vista di un fine elaborato in comune, che può essere la riduzione dei sintomi o la modificazione della struttura della personalità, per mezzo di tecniche che differiscono per il diverso orientamento teorico a cui si rifanno. Il campo della psicoterapia è così vasto da richiedere, per potersi orientare, dei criteri di suddivisione.

Il criterio del metodo.

Questo criterio inaugura una prima distinzione tra terapie fondate sul rapporto umano paziente-terapeuta e terapie fondate su procedure tecnico sperimentali.

Rientrano nel primo gruppo le psicologie a orientamento psicoanalitico, che possono essere o individuali o di gruppo e che si propongono una modificazione strutturale della personalità attraverso il superamento della nevrosi di transfert e della sottostante nevrosi infantile. A questo gruppo appartengono la psicoanalisi, la psicologia individuale, la psicologia analitica e le forme psicoterapiche che fanno riferimento ai diversi orientamenti della psicologia del profondo.

Nel secondo gruppo rientrano invece le terapie comportamentali che si propongono una modificazione del sintomo che si fa risalire ad un apprendimento inadeguato, attraverso un “ricondizionamento” del soggetto con un apprendimento più adeguato e le tecniche biofeedback per la cura dei disturbi psicosomatici attraverso il controllo appreso delle funzioni fisiologiche.

A metà strada tra questi due tipi di terapia ci sono le forme di cura basate sul metodo della suggestione, come l’ipnosi dove esiste un rapporto di transfert senza di cui non sarebbe possibile indurre il restringimento di coscienza necessario per l’eliminazione di certi sintomi, e il training autogeno fondato sulla pratica del rilassamento muscolare sistematico per la diminuzione della tensione emotiva.

Il  criterio del destinatario.

Destinatario della terapia può essere l’individuo, la coppia, la famiglia o il gruppo. Nel caso della psicoterapia individuale occorre distinguere la cura dell’individuo adulto dalla cura del bambino, che per le sue caratteristiche esige un trattamento psicoterapico differenziato. Nel caso della psicoterapia di gruppo esiste un trattamento a orientamento analitico o a orientamento sistemico che si rivela particolarmente efficace nella psicoterapia della famiglia o della coppia dove ciò che ci si propone è la modificazione degli schemi di interazione. Una forma particolare di terapia di gruppo è lo psicodramma dove l’azione terapeutica non è affidata al solo analista, ma all’interazione tra protagonista e coro.

Il criterio del fine perseguito.

Questo criterio consente di distinguere:

  • Le terapie di appoggio o di sostegno che si propongono di dare un supporto emotivo al paziente aiutandolo nelle sue difficoltà esistenziali attraverso un intervento attivo del terapeuta che consiglia, guida e talvolta dirige;
  • Le terapie rieducative che mirano al riadattamento dell’individuo attraverso la chiarificazione dei suoi conflitti consci. Possono essere incluse in questo gruppo la terapia cognitivista che ipotizza una possibilità di guarigione attraverso una ristrutturazione del campo cognitivo; la terapia comportamentista in cui l’interazione verbale non è più l’aspetto qualificante l’atto terapeutico;  la psicoterapia rogersiana che si attua attraverso una progressiva presa di coscienza accompagnata da catarsi; la psicoterapia interpersonale di H. S.  Sullivan fondata sul principio della socializzazione e dell’acculturazione nel processo di formazione della personalità, dove si privilegiano i fatti coscienti rispetto a quelli inconsci; la psicoterapia sistemica che interpreta il comportamento patologico, e in particolare quello schizofrenico, come effetto di una comunicazione disturbata che la terapia deve correggere; la terapia umanistica derivata dalla teoria della motivazione; la logoterapia che non si rivolge ai conflitti istintuali, ma alle dimensioni psico-noetiche.
  • Le terapie ricostruttive che non mirano al riadattamento, ma alla ricostruzione della personalità attraverso la ricognizione delle sue istanze inconsce e una progressiva maturazione emotiva resa possibile dall’acquisita conoscenza di sé. Appartengono a questo terzo gruppo tutte le terapie a orientamento analitico.