La memoria impossibile di Emilia Marasco, 2008 – TEA Libri

Questa è una storia vera…Ho pensato spesso di scriverla, ero frenata dalla consapevolezza di trattare un materiale prezioso, fragile e, soprattutto, non solo mio, appartiene ai miei figli, è la mia storia con loro, ma anche il racconto della loro vita prima che ci incontrassimo.

memoria impossibile

Questa è la storia di una famiglia, che decide di allargarsi ed accogliere due bambini che vengono dall’Etiopia, ma è soprattutto la storia di una madre che decide di raccontare la propria esperienza di mamma, ci lascia entrare nel suo mondo, nella sua famiglia e nella sua esperienza di genitorialità, biologica prima, adottiva poi.

Il racconto di Emilia Marasco lascia dentro una grande ricchezza, di ricordi, colori, suoni, profumi e di relazioni: relazioni profonde, durature, create con grande pazienza e fiducia verso i due figli che l’hanno scelta come mamma, che si sono affidati a lei e le hanno consegnato la chiave dei loro affetti e dei loro ricordi; a lei che li ha presi e ne ha fatto le basi per la loro vita futura, con un rispetto e una delicatezza che traspare nel racconto.

L’autrice affronta un tema molto importante che è quello delle memorie dei bambini adottivi, memorie che riguardano la loro precedente vita e che inevitabilmente vanno incontro ad un’opacizzazione dei ricordi nel corso della crescita.

Mi colpisce come queste memorie siano frutto delle narrazioni dei bambini, ma anche il risultato dell’osservazione di gesti e comportamenti che la sensibilità di questa madre riesce a cogliere e a cui attribuisce un senso, personale ed unico, svolgendo quindi quel lavoro di lettura e trascrizione che la memoria rappresenta, anche nei ricordi autobiografici, facendosi custode di queste storie così preziose per poi riconsegnarle ai propri figli, elaborate ed arricchite, ma regalandole anche a noi lettori.

Questo libro mi permette di aprire uno spazio di riflessione sull’importanza della memoria della nostra infanzia, o anche della nostra vita prima della nascita, poiché credo che strutturi la nostra identità e ci permetta di rispondere a domande fondamentali quali “Chi siamo” e “Da dove veniamo”, le cui risposte sono esigenze fondamentali di ogni individuo, a cui l’autrice trova soluzione con il suo ruolo di testimone, custode delle memorie che svaniscono crescendo, ma arricchendole grazie alla creatività della narrazione.

Ecco allora che le memorie impossibili di tutti quei figli che hanno esperienze di crescita complesse e discontinue possono diventare delle memorie condivise.

di Benedetta Baquè