Alla Ricerca del Paradiso Perduto.

Un viaggio della Psicologia nel Cinema.

Domenica 29 Aprile 2018 – presso Forneria Totò, Sant’Elpidio a Mare (FM) 

Evento organizzato in collaborazione con il Roratact Club di Montegranaro

Di Isabella Cipriani, Psicologa, Socio di CalliopeBPS appassionata di Cinema e Psicoanalisi

Il neuroscienziato Vittorio Gallese, celebre studioso dei neuroni specchio, definisce il cinema come lo “Specchio Empatico”, ovvero quel luogo che al contempo possiede la capacità di riflettere contenuti emotivi incarnati dagli attori nel film e di farsi schermo, su cui ciascuno spettatore può proiettare il suo mondo interno, dando forma alle proprie emozioni e alle proprie fantasie.

Il cinema sarebbe quindi un prezioso strumento d’identificazione, amplificatore di empatia, proprio per la sua peculiare proprietà di poter comunicare e consentire una comprensione immediata di contenuti emotivi, lasciandoli sperimentare in prima persona allo spettatore che, come all’interno di un sogno, in una stanza buia, si lascia contaminare da ciò che osserva nella scena.

Il cinema può essere, quindi, ausilio privilegiato per permettere una comprensione autentica della sofferenza psicologica legata alla perdita, alla depressione e a quella che, comunemente, chiamiamo malinconia.

Per questo motivo, con il fine di fornire un quadro completo ed esaustivo della Depressione, nelle sue sfumature, sembianze, e occasioni di vita in cui può presentarsi, abbiamo scelto di utilizzare la visione di diversi film come supporto narrativo ed, appunto, empatico.

Il viaggio emotivo che abbiamo immaginato ha come prologo il film lirico ed evocativo di Lars Von Trier “Melancholia”, il quale ci accompagna a sperimentare in prima persona l’angosciante fardello della sofferenza psichica in cui grava la protagonista, immobilizzata nella sua melanconia.  

Il secondo capitolo prevede l’indagine del legame intimo tra melanconia e creatività artistica attraverso il personaggio di Vincent Van Gogh con il film “Loving Vincent”, in cui comprenderemo come l’arte in alcuni casi possa fungere da fattore protettivo, o meglio da “supplenza simbolica”, valorizzando l’opera del soggetto stesso, come traccia nel mondo unica, singolare e riconosciuta dall’Altro.

Il terzo capitolo indaga le circonvoluzioni del dolore legato alla fine di un amore e l’inesorabile bisogno di dimenticare, riscoprendo, in realtà il valore del ricordo come fattore essenziale per l’elaborazione del lutto, garanzia di un Sè ben integrato e di una funzionale esperienza di continuità dell’esistenza, attraverso il poetico film “Eternal Sunshine of Spotless Mind” di Gondry.

Il quarto capitolo affronta la delicata tematica della depressione in età avanzata attraverso il film “A proposito di Schmidt”.

Il viaggio si concluderà, ricordando l’importanza dell’ironia in psicoterapia e nella vita, come risorsa anche in situazioni di particolare difficoltà psicologica, attraverso il film “Il lato positivo”.

Il progetto ha principalmente uno scopo informativo riguardo al tema della Depressione, ma allo stesso tempo, attraverso la sintonizzazione con i protagonisti dei film e il tentativo di significazione dell’esperienza emotiva, vuole fornire, nel suo piccolo, strumenti di valorizzazione e accrescimento dell’intelligenza emotiva.